Il Cotto ’60 Branchi riconferma il 1º posto.

I migliori prosciutti cotti del 2024

In un rigoroso Blind Test condotto alla Gambero Rosso Academy, sono stati selezionati i migliori prosciutti cotti tra 22 referenze di fascia premium.

I primi tre:

  • Branchi – Cotto ‘60
    Con una tradizione che risale agli anni ’60, Branchi trionfa con un prodotto dall’anima vintage. La coscia di suino viene lavorata con miele e spezie, senza zuccheri né aromi artificiali, per una fetta invitante e profumata.
  • Italprosciutti – Nustràn
    Un prosciutto cotto dall’incredibile dolcezza e succulenza. Lente cotture e un’attenzione scrupolosa all’alimentazione dei suini fanno del Nustràn una scelta di altissima qualità.
  • I Cottinforno – L’Antonio
    Questo prosciutto cotto dedicato al fondatore dell’azienda è un inno alla tradizione. Muscoli ben definiti, alto strato adiposo e un profumo inconfondibile di carne cotta rendono L’Antonio un must per gli amanti del salume genuino.

Leggi qui l’articolo intero presente nell’edizione di settembre del “Gambero Rosso”.

La qualità artigiana : un ritorno alle origini

Negli ultimi anni, stiamo assistendo al ritorno dell’artigianalità nella produzione del prosciutto cotto. Piccoli produttori propongono salumi realizzati con materie prime eccellenti e un uso minimo di additivi, riuscendo a coniugare tradizione e innovazione.

Il futuro del prosciutto cotto si gioca su questi terreni: la qualità della materia prima, il rispetto per le tecniche di produzione e la trasparenza verso il consumatore. Un prosciutto cotto d’eccellenza non è solo una delizia per il palato, ma anche un prodotto che racconta una storia di passione, dedizione e rispetto per la tradizione.

Il prosciutto cotto, emblema della tradizione gastronomica italiana, è molto più di un semplice affettato. Viene spesso percepito come un prodotto "innocente", che evoca ricordi familiari e di comfort, ma dietro la sua apparente semplicità si cela un mondo di maestria, cura artigianale e rispetto per la materia prima.

Le origini di un prodotto versatile

Utilizzato in ogni tipo di piatto, dal classico toast all'insalata di riso, il prosciutto cotto si distingue per la sua versatilità. Ma la qualità non è mai da sottovalutare. Recenti dati hanno mostrato che nel 2023 la produzione ha superato le 292.800 tonnellate, con un giro d'affari di oltre 2 miliardi di euro. Il mercato internazionale continua a guardare con interesse alle eccellenze italiane, con la Francia, la Germania e il Regno Unito tra i principali importatori.

Criteri di qualità: cosa cercare in un ottimo prosciutto cotto

Il Ministero delle Attività Produttive ha stabilito tre categorie principali di prosciutto cotto: cotto comune, cotto scelto e cotto alta qualità. Quest'ultimo è il vero re delle tavole gourmet, ottenuto da cosce intere, privo di polifosfati e con un'umidità inferiore al 75,5%. Ma è davvero sempre così puro?

Molti prosciutti "alta qualità" presenti sugli scaffali delle grandi distribuzioni vantano claim che rassicurano i consumatori: “senza glutine”, “senza polifosfati”, e così via. Tuttavia, per i veri intenditori, la differenza sta nel gusto e nella lavorazione.

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